Una recente ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha scoperto che il Tai Chi può aiutare coloro che soffrono di fibromialgia.
Il tai chi è al contempo una antica arte marziale cinese una una forma di meditazione caratterizzata da movimenti corporei lenti e fluidi.
I ricercatori hanno chiesto a 33 pazienti volontari affetti da fibromialgia di praticare tai chi con un maestro due ore la settimane per 12 settimane.
Lo studio ha verificato che le persone che si erano sottoposte al programma hanno avuto una significativa riduzione dei sintomi della fibromialgia (dolore cronico, affaticamento, rigidità mal di testa, disturbi del sonno) e hanno riferito un miglioramento della qualità generale della vita.
Ulteriori studi con campioni più ampi saranno necessari per confermare l’efficacia di questo pratica per il trattamento della fibromialgia.

Un nuovo studio suggerisce che gli studenti del college americani sono dipendenti dalle informazioni e dai collegamenti forniti dai social media.
Il termine social media indica un insieme di tecnologie che permettono la condivisione delle informazioni su internet (testi, immagini, audio, video). Possono essere ad es. blog, forum, social network, sistemi di messaggeria istantanea.
In questa ricerca gli studiosi dell’Università del Maryland hanno chiesto a un gruppo di 200 studenti di sospendere per 24 ore l’uso dei social media. Quindi è stato chiesto loro di parlare della loro esperienza di “astinenza” su un blog.
Gli studenti hanno descritto emozioni simili a quelle che compaiono nel corso dell’astinenza da droghe e alcol: ritiro, desiderio frenetico, aumento dell’ansia, agitazione estrema.
I ricercatori hanno concluso che la maggior parte degli studenti non solo non desidera fare a meno dei social media ma ha una vera e propria dipendenza e difficoltà a staccarsi da essi.
Fonte: http://www.umd.edu/
Il dolore lombare è una delle problematiche mediche più diffuse nella popolazione adulta e una delle cause più frequenti di assenze dal lavoro. La maggior parte delle persone ha fatto esperienza almeno una volta nella vita del dolore alla parte bassa della schiena e, secondo dati nordamericani, ne soffre il 15 per cento della popolazione adulta.
In parecchi casi fortunatamente il dolore passa dopo pochi giorni o settimane ma in altri diventa un problema cronico.
In questa eventualità si ricorre ad una varietà di trattamenti, sono in particolare consigliati dalla letteratura interventi farmacologici, chirurgici, esercizi specifici, massaggi, agopuntura, biofeedback.
Uno studio, pubblicato sul numero di febbraio della rivista The Lancet ha proposto la terapia cognitivo comportamentale per il trattamento del dolore lombare.
I ricercatori hanno condotto la sperimentazione su un gruppo di 700 pazienti e il trattamento consisteva in sei sedute di gruppo per tre mesi.
Come accade nelle terapie di approccio cognitivo comportamentale, gli incontri avevano l’obiettivo di individuare e correggere le convinzioni disfunzionali delle persone circa il proprio malessere, lavorare sulle emozioni e sui comportamenti.
A distanza di tre mesi si sono osservati miglioramenti paragonabili a quelli prodotti dagli interventi standard.
La terapia cognitivo comportamentale sembra per alcuni pazienti un buon trattamento alternativo da aggiungere a quelli disponibili per il dolore lombare.
Fonte: http://www.thelancet.com/

Uno studio finanziato dal National Institute of Nursing Research e condotto dalla University of Rochester Medical Center ha dimostrato che la terapia cognitivo comportamentale è efficace per migliorare il sonno nei pazienti che soffrono di dolore cronico alla schiena e al collo.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Sleep Medicine ha dimostrato che la terapia cognitivo comportamentale può aiutare questi pazienti e migliorare anche il loro funzionamento durante il giorno.
La terapia cognitivo comportamentale durava otto settimane e comprendeva una fase psicoeducazionale sui comportamenti da adottare per dormire meglio e l’insegnamento di tecniche per gestire i pensieri negativi legati all’insonnia.

Secondo una recente ricerca condotta in Canada gli adolescenti insicuri provano un dolore più intenso sia da un punto di vista fisico che emozionale. Dal punto di vista fisico questo si verifica ad es. con frequenti mal di testa e dolori allo stomaco.
Gli autori riferiscono che questi problemi fisici sono dovuti ad una ipervigilanza emotiva e alla tendenza ad amplificare le minacce provenienti dal proprio corpo e i propri dolori.
Inoltre gli adolescenti che abbiano relazioni insicure tendono ad essere più a rischio di depressione dei loro pari.
Lo studio è stato condotto su un campione di 382 studenti e pubblicato nella rivista scientifica Journal of Pain.