Gli impiegati che fanno straordinari hanno un maggiori rischio di avere ansia e depressione: questo è quanto affermava il numero di giugno del Journal of Occupational and Environmental Medicine.
Lo studio è stato condotto da Elisabeth Kleppa e dai colleghi dell'Università di Bergen, in Novergia.
La ricerca ha confrontato lo stato di salute psicologica di 1.350 lavoratori che facevano straordinari (lavorando dalle 41 alle 100 ore settimanali) con quello di 9.000 lavoratori che facevano orari standard (40 ore settimanali o meno).
Lavorare in eccesso era associato a punteggi più alti nei questionari su ansia e depressione.
La relazone tra straordinari e ansia e depressione era più forte tra gli uomini che lavoravano tra le 49 e le 100 ore settimanali.
I lavoratori con molte ore di straordinari hanno spesso lavori pesanti e scarse opportunità di formazione sul lavoro.
Fonte: http://www.joem.org
L'Università della Florida ha ricevuto 100.000 dollari per studiare se i videogiochi possano essere utili a migliorare le abilità mentali degli anziani.
Ai partecipanti verrà insegnato l'uso di Crazy Taxi, un videogioco nel quale i giocatori dovranno guidare con attenzione, far salire dei passeggeri e portarli in salvo.
La ricerca dell'Università della Florida, guidata da Patricia Belchior, è basata su uno studio pilota che ha dimostrato che il gioco con videogiochi d'azione, anche per poche ore poteva migliorare in modo considerevole l'attenzione e produrre benefici positivi per adulti dai 65 anni in su.
Fonte: The Miami Herald

Uno studio australiano pubblicato su Archives of General Psychiatry ha messo a confronto diverse tecniche cognitivo-comportamentali per la prevenzione (e il trattamento) del disturbo post-traumatico da stress.
Nello studio i 90 partecipanti, ovvero persone che avevano da poco subito uno stress acuto (es. incidente stradale), venivano sottoposti a sessioni di esposizione, o di ristrutturazione cognitiva o a nessun trattamento.
I ricercatori hanno visto che coloro che erano stati trattati subito con le tecniche di esposizione avevano sviluppato in percentuale molto più bassa i sintomi del disturbo post-traumatico da stress (33 per cento, contro 63 per cento del trattamento con ristrutturazione cognitiva e contro 77 per cento dei non trattati).
La ricerca giunge alla conclusione che le tecniche comportamentali di esposizione sono importanti per la prevenzione dei sintomi del disturbo post traumatico in persone che hanno subito uno stress acuto.

Ricercatori della Queensland University of Technology in Australia hanno dimostrato che l'autoefficacia percepita è un fattore che nelle donne influenza in modo determinante la decisione di svolgere attività fisica e mangiare in modo sano.
Le persone con un senso di autoefficacia alto competono di fronte alle avversità, insistono nel loro comportamento con ottimismo anche quando non ottengono risultati immediati.
Le persone con un senso di autoefficacia basso evitano i compiti difficili e quando le cose vanno male tendono ad arrendersi.
I ricercatori hanno visto che le persone obese e in sovrappeso tendono ad avere un basso senso di autoefficacia, le loro esperienze di fallimento, la hanno portate a ritenere di non essere in grado di cambiare le cose.
Allo stesso tempo, questa convinzione, le spinge a non impegnarsi nel cambiamento: sono entrate in un circolo vizioso!
La conoscenza del ruolo degli aspetti psicologici è importante perchè l'autoefficacia può essere migliorata attraverso lo sviluppo di abilità (tecniche cognitivo comportamentali di autocontrollo alimentare, allenamento), l'apprendimento da modello e il lavoro in gruppo.
Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino

Secondo stime recenti del Pentagono, a partire dal 2003, sarebbero 40.000 i soldati statunitensi che soffrono di disturbo post traumatico da stress.
Questa sembra una stima per difetto poichè si tratta solo dei casi di cui l'esercito si è accorto.
Molti soldati non richiedono aiuto o non dicono che si sono sottoposti a un trattamento psicoterapeutico poichè sono imbarazzati o temono ripercussioni sulla loro carriera.
Il DPTS è un disturbo d’ansia causato da un evento traumatico in cui la vita della persona è stata minacciata, oppure la persona ha assistito alla morte o a una grave minaccia a danno di altre persone.
Si sviluppa generalmente in seguito all’esperienza di eventi drammatici quali: gravi incidenti, situazioni di guerra, catastrofi naturali, aggressioni ecc..
I sintomi del DPTS comprendono: rivivere l’evento traumatico attraverso flashback, tentativi di evitare le emozioni spiacevoli legate all’evento, iperattivazione psicofisica, insonnia e ipervigilanza.