« Terapia cognitivo comportamentale e farmaci per trattare la depressione negli adolescentiLeader si diventa »

Ansia e depressione in Inghilterra? La terapia cognitivo comportamentale avanza nel pubblico

03/11/09

Ansia e depressione in Inghilterra? La terapia cognitivo comportamentale avanza nel pubblico

Tutto nacque nel 2006 dal rapporto del professor Richard Layard della prestigiosa London School of Economics che suggeriva una maggiore
diffusione delle terapie cognitivo comportamentali nel Servizio Pubblico Inglese per migliorare l’efficacia dei trattamenti di salute mentale e ridurre i costi.

Il ragionamento era semplice: è stato dimostrato che la terapia cognitivo comportamentale è efficace, proponendola in alternativa (o in aggiunta) ai farmaci potremo ridurre, la spesa per questi ultimi, i loro effetti collaterali, le ricadute dei pazienti e i costi sociali dovuti al loro stato di disagio.
Il governo inglese, sempre molto attento ai costi sociali recepì il consiglio di Layard e passò all’azione istituendo un sito pilota a Doncaster, una città a una sessantina di miglia da Manchester. Il programma governativo prese il nome di Improve Access to Psychological Therapies.

Il 2 novembre 2009 è stato pubblicato sulla rivista British Journal of Clinical Psychology uno dei primi studi sui risultati ottenuti a Doncaster. I risultati positivi ottenuti stanno portando alla rapida e organizzata diffusione del servizio nel Paese. L’obiettivo dello studio era indagare l’efficacia del programma Improve Access to Psychological Therapies nel trattamento di pazienti con ansia e depressione.
I pazienti convolti nel programma sono stati un totale di 3.995. Questi furono inviati al trattamento psicologico a partire dall’agosto del 2006 e di questi 2.795 svolsero il trattamento per uno o più incontri. Le persone trattate venivano seguite con terapia cognitivo comportamentale a bassa intesità (supporto telefonico a distanza) o ad alta intensità per coloro che ne avevano bisogno. La terapia cognitivo comportamentale è una terapia psicologica strutturata e a breve
termine.
Tra coloro che furono seguiti dal servizio 2.017 giunsero alla fine del trattamento e si sottoposero a misurazioni dei livelli d’ansia che furono poi elaborate dal Professor David Richards della Exeter University. I risultati dello studio mostrano che, tra coloro che avevano completato il trattamento, il 76 per cento delle persone che soffriva di depressione e il 74 per cento delle persone che soffriva d’ansia avevano ottenuto una guarigione o una remissione sintomatologica.
Prendendo in esame anche le persone che avevano abbandonato il trattamento prima del tempo le percentuali si attestavano sul 61 per cento per la depressione e 62 per cento per l’ansia. I risultati positivi dei primi studi su Improve Access to Psychological Treatment stanno portando alla rapida diffusione del programma in Inghilterra.Il reponsabile dello IAPT, Alan Cohen, dichiara che il programma dopo i primi successi sta prendendo forza e nell’ultimo mese si è diffuso in altri 115 siti attraverso il Paese coinvolgendo più di 2.200 operatori tra cui 800 che si occupano esclusivamente dello IAPT. 73.000 pazienti sono stati coinvolti nel servizio di cui 26.000 hanno completato il trattamento.

Il programma IAPT mi sembra un ottimo esempio di approccio scientifico all’organizzazione dei servizi al fine di fornire un servizio di qualità riducendo i costi.
Da sottolineare che in Inghilterra, nel servizio pubblico, così come nel privato sovvenzionato dalle assicurazioni, si è diffuso con forza l’approccio terapeutico cognitivo comportamentale.
Tale approccio, con le sue basi sperimentali, si è facilmente adattato alle richieste sociali in un Paese che dà grande importanza al risparmio dei soldi pubblici e all’efficacia ed efficienza dei servizi.
In Italia la situazione sembra piuttosto distante, non vi è infatti un sistema di monitoraggio reale e centralizzato dell’efficacia fornita dai servizi psicologici nè vi sono studi scientifici sui costi sociali dei disturbi psicologici.
Mi auguro che l’esempio inglese possa contribuire alla creazione di un approccio trasparente alla sanità pubblica che tenga maggiormente in conto i costi e i benefici per i cittadini.

Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino

Report Layard
http://cep.lse.ac.uk/textonly/research/mentalhealth/DEPRESSION_REPORT_LAYARD.pdf

Improving Access To Psychological Therapies Gets Positive Results

http://www.medicalnewstoday.com/articles/169515.php

Sito del programma IAPT
http://www.iapt.nhs.uk/

Sito del National Institute of Clinical Excellence (un’organizzazione inglese indipendente che è responsabile nella fornitura di linee guida nazionali per promuovere la salute e prevenire le malattie).
http://www.nice.org.uk/

Sito dell’Università di Exeter

http://www.exeter.ac.uk/

Pagina web del Professor Richard Layard
http://cep.lse.ac.uk/_new/staff/person.asp?id=970

Efficacia dei trattamenti dei disturbi mentali secondo l’Istituto Superiore di Sanità
http://www.psicologo.torino.it/index.php/2008/05/01/efficacia-dei-trattamenti-per-lasalute-mentale?blog=5#item_123

Puoi condividere l'articolo cliccando su Sharethis

No feedback yet

Lascia un commento


Your email address will not be revealed on this site.

Il tuo URL sarà visualizzato.
(Le interruzioni di linea diventano <br />)
(Name, email & website)
(Allow users to contact you through a message form (your email will not be revealed.)
Dott. Enrico Parpaglione, psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale.

Riceve su appuntamento in via Bligny 9 a Torino.

Cell: 349-4064593
e-mail: studio@psicologo.torino.it

Prima di aggiungere un commento è necessario prendere visione e approvare l'informativa sulla privacy.

P.iva 09620460015

Questo blog viene pubblicato senza alcuna periodicità e non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62/2001. Hosting: aruba.it

Cerca

Notizie Attinenti

Feeds XML

powered by b2evolution free blog software