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Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Archives of Internal Medicine afferma che la psicoterapia cognitivo comportamentale (CBT) può proteggere le persone con gravi problemi di cuore da una morte prematura.
I partecipanti erano 362 tra donne e uomini che avevano sofferto di gravi problemi cardiaci quali un attacco di cuore, infezioni delle valvole cardiache o necessità di adottare un bypass cardiaco.
I soggetti dello studio sono stati assegnati in modo casuale al gruppo sperimentale e al gruppo di controllo. Il gruppo sperimentale veniva sottoposto a un programma di gruppo di psicoterapia cognitivo comportamentale mentre il gruppo di controllo si sottoponeva solo alle cure somministrate abitualmente. Per due anni i soggetti furono sottoposti a periodiche valutazioni. Nel programma cognitivo comportamentale ai partecipanti vennero insegnate tecniche per la gestione dello stress e della rabbia in modo che potessero farne uso nella vita quotidiana.
Alla fine dei due anni i ricercatori notarono che i soggetti trattati con psicoterapia cognitivo comportamentale avevano avuto una riduzione del 45% degli attacchi cardiaci rispetto al gruppo trattato con le cure abituali, inoltre era meno probabile che fossero morti per cause cardiache.
I risultati ottenuti erano migliori se le sessioni di terapia seguite erano state di più.