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Le persone bilingue sviluppano la forma più comune di demenza molto più tardi rispetto alle persone che parlano una sola lingua. A sostenere questa tesi è un gruppo di ricercatori canadesi. Essi hanno rilevato che le abilità mentali coinvolte in giochi di destrezza tra due lingue sono in grado di stimolare il cervello, rendendolo così molto più elastico.
In una seconda ricerca è emerso che possedere un cranio più grande rende meno probabile sviluppare una demenza. I ricercatori ritengono che un cranio più grande permetta di avere a disposizione "riserve cerebrali" superiori. Circa 270 persone affette da Alzheimer sono state sottoposte dai ricercatori ad alcuni test di memoria ed in seguito ad una RMN; da queste indagini è stato possibile rilevare che ogni centimetro in più di grandezza delle testa corrispondeva al 6% di punteggio in più nelle prove di memoria.