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Da una ricerca italiana è emerso che la diagnosi di depressione e la successiva somministrazione di psicofarmaci è molto frequente. Non risulta chiaro se i farmaci vengano proposti anche a persone che non hanno una reale depressione ma stanno sperimentando una normale emozione di tristezza.
In ogni caso si è scoperto che il consumo di psicofarmaci è triplicato tra il 1988 e il 2000, con un incremento di 6 volte della relativa spesa farmaceutica in Italia.
Accanto a questo l'OMS prevede che nel 2010 la depressione sarà la seconda causa di disabilità a livello mondiale.
Secondo i ricercatori la sfida in ambito diagnostico sarà studiare nuove strategie diagnostiche al fine di distinguere quando la tristezza è un normale stato d'animo transitorio e coerente con le esperienze vissute e quando invece può essere considerata indice di malattia.
Secondo i ricercatori una soluzione potrebbe essere quella di ricorrere ad esami come l'elettroencefalogramma e la risonanza magnetica al fine di valutare che non vi siano problemi organici o alterazioni dell'attività delle aree legate all'affettività.