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Perchè alcune persone non sono in grado di esprimere le proprie emozioni?

27/05/08

Permalink , da admin Email , 218 parole   Italia
Categorie: Notizie psicologia, Emozioni, Cervello

Perchè alcune persone non sono in grado di esprimere le proprie emozioni?

cervello

Alcuni ricercatori italiani hanno provato a dare una risposta neurobiologica a questa domanda ricercando le cause dell'incapacità di esprimere le emozioni (alessitimia) nel nostro cervello.
Già da trent'anni era stata formulata l'ipotesi che l'alessitimia potesse essere collegata a un deficit nella trasmissione delle informazioni tra la parte destra del nostro cervello (emisfero destro) e la parte sinistra (emisfero sinistro). La trasmissione avviene attraverso una formazione cellulare presente tra i due emisferi chiamata corpo calloso.

I risultati hanno messo in luce le differenze funzionali nelle interazioni dei due emisferi attraverso il corpo calloso in coloro che avevano un alto livello di alessitimia se confrontati con altre persone che avevano un basso livello di alessitimia.

Romei,V; De Gennaro,L.; Fratello, F.; Curcio, G.; Ferrara, M.; Pascual-Leone, A.; Bertini, M.: Interhemispheric Transfer Deficit in Alexithymia: A Transcranial Magnetic Stimulation Study. Psychother Psychosom 2008;77:175-181

"Questo studio mi sembra interessante, tuttavia, come tutti gli studi che prendono in esame un solo fattore per volta, sia esso neurologico, psicologico, sociale, ha delle limitazioni nella capacità di spiegare il fenomeno.

Non è infatti così scontato comprendere se il deficit di comunicazione riscontrato tra i due emisferi sia effettivamente causa dell'alessitimia oppure se il meccanismo di difesa psicologico che crea l'alessitimia agisca a livello neurobiologico impedendo una corretta comunicazione tra gli emisferi.
"

Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino

3 commenti

Commento from: gf [Visitatore] Email
gfcasualmente mi è stata riscontrata una "sindrome empty sella" con una TAC o RMN al cranio e mi accorgo anche di essere affetto da alessitimia - può esserci correlazione?
G. F.
10/12/08 @ 13:54
Commento from: admin [Membro] Email
adminNon sono a conoscenza di una correlazione tra le due condizioni ma non mi occupo di neuropsicologia o neurologia quindi le consiglio di contattare un esperto in queste aree.
12/12/08 @ 11:08
Commento from: raffaele papa [Visitatore] Email
raffaele papaAlessitimia e tridimensionalità.

L’emisfero destro è chiamato “emisfero silente” poiché, all’apparenza, mostra di possedere solo capacità molto rozze e primitive – ovvero lo si definisce così giacché esso è incapace di talune funzioni “nobili” come la parola, la scrittura, la cognizione logico/matematica – tutte funzioni più “dignitose” - relegate nel predominate emisfero sinistro (N.B. anche nel 75% dei mancini l’emisfero dominante resta il sinistro).

Taluni autori, nel voler definire sbrigativamente l’emisfero destro, asseriscono che se esso potesse comunicare avrebbe le capacità semantiche e fono/linguistiche di un neonato o forse, addirittura di uno scimpanzé. Ma non è affatto vero che l’emisfero destro è meno importate nella gerarchia cognitiva rispetto al sinistro – anzi, l’emisfero destro possiede una straordinaria abilità, troppo spesso disconosciuta e troppo poco ammirata in ambito neuroscientifico, esso è infatti capace di visionare il mondo interno e quello esterno nella sua riecheggiante e sovrabbondante tridimensionalità omni-inclusiva – ossia nella sua totalità piena o vuota - benigna o maligna, ecc – anteponendo come metro di giudizio il “forse dubitativo”. Forse è profondo, forse è piano - forse è colorato, forse è grigio - forse è buono, forse è cattivo – forse è bello, forse è brutto.

Se l’emisfero destro potesse perciò davvero parlare, esso sarebbe si simile a un bambino - ma ad un bambino che sta continuamente crescendo (espandendosi in tre dimensioni) ed è quindi curioso del risvolto (sia fisico che meditativo) di tutto e di tutti. Un bambino che chiede sempre il “perché” di tutto ciò che osserva, anteponendo il dubbio e il paragone come metro comprensivo, comparativo e giudicativo. Ecco per quale motivo l’emisfero destro viene chiamato il “sognatore” – perché esso è capace di sognare - e per sognare bisogna “immaginarsi” tutte le possibili opzioni e varietà di qualunque cosa esso osservi.

Inoltre, ricordare sempre che l’intelligenza emotiva si struttura nel sogno e anche (se pur in piccola parte) durante l’attività immaginativa, allora davvero non è un caso se gli alessitimici hanno scarsa o del tutto assente l’attività onirica.

Ma l’emisfero destro, nella sua irrazionalità, è però fin anche ben troppo capace di rappresentare noi stessi e il mondo esterno in tutte le opzioni e in tutte le variabili possibili e immaginabili, riuscendo nella sua massima estensione verso l’infinito tridimensionale a concepire addirittura la soprannaturale e illogica misticità – traendo (più appropriato dire “pescando”) continui paragoni (inferenze) con le conoscenze immagazzinate (meglio sarebbe dire ancorate) nell’emisfero SX, che come noto è il depositario delle esperienze passate ed archiviate, non solo nella memoria a lungo termine (MLT), ma anche (e perfino) nel patrimonio genetico.

Possiamo perciò asserire che tutta la convessità perisilviana destra, ossia tutta ma proprio tutta l’area semisferica sub-meningea destra (dalla corteccia prefrontale via via fino all’area visiva) è in definitiva il substrato NeuroAnatomico di qualsiasi rappresentazione - sia essa la rappresentazione di un oggetto interno/viscerale (autorappresentazione di sé stessi) oppure esterno (etero rappresenta-zione - rapportata alla ns. coscienza - del mondo esterno). L’emisfero destro quindi, ostinatamente, cerca continuamente di tratteggiare qualunque cosa giunga alle sue reti neuronali sempre e soltanto nella sua ridondanza totalizzante di ogni singolo aspetto dell’oggetto osservato (anche cose, fatti e persone richiamati alla memoria). Ma è soprattutto nelle estensioni tridimensionali, e nel prendere in considerazioni tutti gli aspetti e tutte le possibili variabili delle circostanze a cui esso è chiamato all’analisi che l’emisfero destro dimostra la sua assoluta superiorità rispetto all’emisfero sinistro - quest’ultimo resta il solito archivista di esperienze passate - freddo & calcolatore – cinico & piatto.

E' importante capire che queste due modalità di PROCESSARE: una logica e raziocinante, proveniente dall’emisfero sinistro, e l’altra illogica e perennemente dubitativa, proveniente dall’emisfero destro, sono correttamente coordinate e dosate tra loro per acquisire differenti livelli e stili di pensiero “normali” - senza generare contraddizioni, che interiormente condurrebbero a pericolose scissioni nella presa di coscienza nella costruzione di una propria personalità.

Utilizzando i termini della cognitività e della metapsicologia, richiamando perciò alla memoria il grande maestro Freud (che aveva visto lontano), oggi ben sappiamo che ogni relazione oggettuale col mondo esterno, in definitiva, è motivata dai nostri bisogni libidici/sentimentali - perciò possiamo senza dubbio asserire che l’emisfero destro è anche capace di concepire e analizzare (processare) i rapporti interpersonali nella loro completezza più esaustiva – valutando col solito metro del “forse” tutte le variabili, ivi comprese quelle attinenti alla vita sentimentale, sessuale, familiare, amicale ecc.

Orbene: le relazioni oggettuali (dicesi “oggetto” la persona depositaria dei nostri desideri libidici/sentimentali) sono essenzialmente di due tipi: 1) NARCISISTE MATURE O ADULTE - quando cioè il bilancio tra desideri e ricompense libidiche e sentimentali è in sostanziale pareggio, e perciò il rapporto da, per, e con l’oggetto desiderato è fortemente EMPATICO e quindi si dice SANO; 2) NARCISTE PATOLOGICHE - quando vi è sostanziale assenza o riduzione di EMPATIA con l’oggetto depositario delle nostre aspettative libidico/sentimentali. Se l’emisfero desto (soprattutto se con coinvolgimento delle sottostrutture limbiche) è colpito da una lesione, esso diventerà un emisfero malato - e la patologia cognitiva che ne seguirà, sarà appunto caratterizzata dalla distorsione nella osservazione dei fatti; dalla distorsione della critica circa gli accadimenti interni (autorappresentazione di sé) ed esterni (eterorappresentazione del mondo esterno) nella loro riecheggiante e totalizzante complessità (neglect). Ed ecco che anche le relazioni oggettuali, regrediranno in pusionali, private dell’empatia e pregne di meccanismi di difesa – poiché l’emisfero destro, capace di analizzare l’oggetto anche nella sua valenza sentimentale ed empatica, avendo subito una lesione, distorcerà anche la processazione totalizzante dell’oggetto libidico/sentimentale.

Volendo usare un paragone geometrico per capire come l’emisfero destro valuta (processa) anche gli oggetti dei nostri desideri libidici, possiamo usare il modello tridimensionale (Es. un cubo), davanti al quale siamo posti. Laddove le due dimensioni più velocemente “percepibili” (altezza e larghezza) sono rappresentate da parametri “statici” - immediatamente recuperabili dall’archivio non modificabile della memoria a lungo termine, posta nel predominante emisfero SX - ad esempio l’aspetto fisico, il portamento, la voce, ecc. dell’oggetto libidico. E la profondità (3D) sarà rappresentata dalla disamina di comunanze, ossia dalla continua ricerca e conferma di parametri dinamici e immaginativi (corrispondenza d’amorosi sensi!) - a predominanza destra, ossia di empatia.

Se l’emisfero destro (dalle innate capacità tridimensionali e sempre curioso di scoprire e giudicare il come e il perché delle cose) è malato, e quindi mal processa ciò che analizza, è ovvio che il cubo verrà ridotto via via ad un quadrato. Esso sarà privato della sua terza dimensione, della sua profondità, ovvero della empatia. Ecco spiegata in una visione tridimensionale (del tutto identica all’eminegligenza spaziale) la regressione, al narcisismo malato, (rapporti “DISEMPATICI”) nelle persone con lesione nell’area perisilviana destra.

Partendo dal concetto di eminegligenza spaziale, ben sappiamo che entrambi gli emicampi spaziali si trovano sotto il controllo dell’emisfero destro (dalla totalizzante e omni-comprensiva tridimensionalità), mentre l’emis-fero di sinistra supervisiona solo il lato destro dello spazio. Quando l’emisfero di sinistra è danneggiato, l’emisfero di destra rimane ancora in grado di mantenere un livello attenzionale sufficiente diretto su entrambi gli emicampi spaziali (3D), mentre quando l’emisfero destro viene danneggiato, l’attenzione si restringe all’emicampo spaziale destro, controllato dall’emisfero sinistro intatto, ma al quale è negata la omni-inclusiva tridimensionalità, mentre conserva immutata la sua dote da infallibile archivista.

Questa spiegazione permette si di comprendere l’eminegligenza, ma allo stesso modo si può spiegare anche la disempatia, l’alessitimia e il narcisismo patologico da danno all’emisfero destro.

lo studio italiano "Interhemispheric Transfer Deficit in Alexithymia: A Transcranial Magnetic Stimulation" pone un'altra risposta confermativa all'idea che l'alessitimia non sia solo una disregolazione causata dai temi noti dell'attaccamento - ma che essa possa sorgere anche in età adulta per cause sintomatiche - esempio trauma cranico e successiva dominanza emisferica inperfetta.


raffaele papa - Napoli


25/04/09 @ 11:31

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Dott. Enrico Parpaglione, psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale.

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