| « I traumi infantili precoci modificano i geni | Ansia e depressione in Inghilterra? La terapia cognitivo comportamentale avanza nel pubblico » |

In uno studio eseguito nel 2007 da John S. March, M.D., M.P.H., and Benedetto Vitiello, M.D gli autori hanno dimostrato che da 6 a 9 mesi di terapia combinata fluoxetina più psicoterapia cognitivo comportamentale massimizza i benefici per pazienti adolescenti depressi.
Il trattamento combinato (fluoxetina + terapia cognitivo comportamentale) è infatti risultato più efficace delle monoterapie per gli adolescenti con depressione da moderata a grave.
Nel 2009 gli autori hanno esaminato anche i dati relativi alle ricadute e hanno visto che il trattamento a lungo termine (6-9 mesi) è più efficace di quello a breve termine nel mantenere i risultati ottenuti
La ricerca in origine aveva lo scopo di comprendere se l'uso di antidepressivi potesse incrementare il rischio di suicidio in pazienti di 18 anni o di età inferiore.
Lo studio coinvolse 327 pazienti di età variabile tra i 12 e i 17 anni con una diagnosi di depressione maggiore. I pazienti furono assegnati casualmente a un trattamento monoterapico, sola fluoxetina (Prozac), sola terapia cognitivo comportamentale o a un trattamento combinato, fluoxetina + terapia cognitivo comportamentale.
I ricercatori valutarono quindi l'efficacia dei trattamenti e la presenza di ideazione e comportamenti suicidari a 12 e a 36 settimane per valutarne l'efficacia a lungo termine.
A 12 settimane la monoterapia farmacologica era più efficace della monoterapia cognitivo comportamentale ma la combinazione delle due era ancora più efficace.
Il 62% dei pazienti era migliorato grazie alla sola terapia farmacologica, il 48% dei pazienti con la sola terapia cognitivo comportamentale, il 73% grazie alla combinazione delle due.
A 36 settimane l'efficacia della terapia farmacologica e di quella cognitivo comportamentale erano equivalenti (81%) mentre il trattamento più efficace restava quello combinato (86%).
La sola terapia cognitivo comportamentale risultava inoltre superiore alle altre due per quanto riguarda la riduzione di pensieri e comportamenti suicidari.
Quando i pazienti per la prima volta furono coinvolti nello studio, il 30 per cento espresse qualche tipo di ideazione suicidaria.
A una settimana dall'inizio del trattamento il 12,11 per cento dei pazienti seguiti con la monoterapia farmacologica espresse pensieri suicidari, così come il 4,5 per cento di coloro che ricevettero la sola terapia cognitivo comportamentale e il 4,7 per cento di coloro che ricevettero la terapia combinata.
Alla 36esima settimana il 14 per cento dei pazienti trattati con solo fluoxetina espresse pensieri o comportamenti suicidari, così come il 6,3 per cento di coloro che ricevettero la sola terapia cognitivo comportamentale e l'8,4% di coloro che ricevettero una combinazione delle due terapie. Non è chiaro il motivo per il quale la terapia cognitivo comportamentale da soa risultasse più efficace nella riduzione dell'ideazione suicidaria.
Osservando la probabilità di remissione, la qualità di vita, la tollerabilità del trattamento e le percezioni dei pazienti, i ricercatori consigliano una combinazione tra terapia farmacologica e cognitivo comportamentale per massimizzare i risultati.
La ricerca nel 2009 è stata aggiornata con la dimostrazione che la lunga durata del trattamento (36 settimane) ha permesso di mantenere i risultati nel tempo. Questo in contrasto con i dati relativi alle terapie a breve termine che mostrano spesso un alto tasso di ricadute.