Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 ... 26 >>
La Schema Therapy è una moderna terapia che si sta diffondendo da qualche anno in tutta Italia grazie all'attività della Società Italiana di Schema Therapy.
La Schema Therapy nasce dal lavoro ventennale di Jeffrey Young e del suo team, che si accorsero che la psicoterapia cognitiva classica, ideata da Beck, era di difficile applicazione per quei pazienti che presentavano disturbi cronici legati alla propria storia di vita.
Nel corso degli anni questo modello è stato utilizzato con successo per tutta una serie di problematiche.
La Schema Therapy lavora sia sul presente, sia sul collegamento tra l' esperienza emotiva e cognitiva del presente ed il passato.
Spesso accade infatti, che i nostri comportamenti siano come guidati da un "pilota automatico" che ha le sue radici nella nostra memoria del passato. Accade cioè che il nostro cervello vada a confrontare continuamente (e senza che ne siamo consapevoli) elementi del presente con situazioni vissute nel passato e memorizzate. Così può accadere che un qualche elemento del presente (es. una persona che alza la voce con noi) ci possa in un attimo riportare in una condizione emotiva passata (es. il senso di umiliazione che provavamo quando nostra madre alzava la voce per sgridarci davanti agli altri bambini) senza che ci sia da parte nostra consapevolezza del processo. Ci accorgiamo infatti semplicemente di essere agitati nella situazione presente e non comprendiamo come mai.
Questo concetto è condiviso da molti approcci terapeutici, tuttavia, quello che rende così innovativa la Schema Therapy è la possibilità di intervenire attivamente sull'intensità emotiva di questi ricordi per ridurne l'impatto sul presente e permettere alla persona di adottare comportamenti diversi.
La Schema Therapy interviene su 4 aspetti cruciali, sui quali spesso si arenano le terapie attuali:
La qualità di questo approccio è testimoniata dal grande successo che stanno avendo i percorsi formativi in Italia e all'estero, ai quali partecipano psicoterapeuti di tutti gli orientamenti classici (cognitivo comportamentale, sistemico, gestalt, psicodinamico, cognivo costruttivista ecc..)
La Schema Therapy è utile per:
Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino
Oggi parleremo di un tema complesso ma affascinante: le emozioni.
La nostra vita è costellata da emozioni, alcune delle più comuni sono: gioia, paura, stupore, amore, tristezza, rabbia, invidia, vergogna ansia, disgusto, disprezzo.
Se pensiamo ad un ricordo presente nella nostra vita molto probabilmente riusciremo ad identificare l’emozione associata: infatti i nostri ricordi più vividi sono sempre associati a forti emozioni!
Magari si trattava di un’esperienza relazionale o di un qualcosa di nuovo, o forse ci ricordiamo un paesaggio che ci è rimasto nel cuore o ancora un’opera d’arte che ci ha colpito.
Ma cosa sono le emozioni?
Con emozione intendiamo un processo che coinvolge l’unità mente-corpo caratterizzato da uno stato di attivazione dell’organismo in risposta a stimoli interni (un pensiero) o esterni (un evento esterno, il dialogo con una persona).
L’attivazione emotiva coinvolge i nostri organi interni ma modifica anche il nostro comportamento non verbale, la nostra gestualità e la mimica facciale.
Quando proviamo emozioni?
In realtà proviamo emozioni in ogni istante della nostra vita, ma spesso non ne siamo consapevoli poichè sono cambiamenti così lievi da risultare impercettibili.
Strumenti come il biofeedback rendono possibile la registrazione di variazioni emotive anche minime e ci possono aiutare ad aumentare la nostra capacità di ascolto emotivo.
Normalmente, in realtà, solo le emozioni di una certa intensità sono percepite a livello cosciente e possono essere riconosciute ed espresse verbalmente alle altre persone: “quando mi hai parlato di....ho provato rabbia”.
Qual è la funzione evolutiva delle emozioni?
Le emozioni ci aiutano ad adattarci all’ambiente. Ad es. l’ansia ci permette di prepararci ai pericoli rendendoci pronti all’attacco o alla fuga.
Un’altra funzione, almeno di alcune emozioni è quella di rafforzare i legami con le altre persone, pensiamo all’amore, alla tenerezza, alla dolcezza ecc..
Ci permettono inoltre di comunicare (a noi stessi e agli altri) come ci sentiamo nell'ambiente in cui siamo.
Di fronte ad un pericolo, ad es., l’espressione del nostro volto cambia repentinamente e questo segnala che il pericolo anche alle persone a noi vicine.
Infine le emozioni hanno un’importante funzione motivazionale, ci spingono infatti ad avvicinarci a qualcosa, oppure ad arretrare di fronte ad essa. Non a caso ciò che ci appassiona ci risulta più facile da affrontare di ciò che temiamo.
Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino
Dal 14 al 19 Novembre 2011 parteciperò alla Settimana del Ben-Essere Psicologico proposta dall'Ordine degli Psicologi del Piemonte.
Prenotando un primo colloquio nella Settimana del Ben-Essere avrete la possibilità di usufruire di una seduta gratuita di consulenza.
In cosa può essere utile un intervento psicologico o psicoterapeutico?
- gestire/esprimere le proprie emozioni
- superare i disturbi d'ansia, la depressione e altre problematiche psicologiche
- relazionarsi al meglio sul lavoro, nella coppia, con i figli o gli amici
- identificare i valori importanti nella propria vita e stabilire i propri obiettivi
- passare all'azione e imparare a motivarsi
- migliorare la propria performance sul lavoro o nello sport
Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino
Trovo molto bella questa riflessione di Soderberg che descrive il bisogno di contatto emotivo e attenzioni proprio di ogni essere umano e in alcuni casi manifestato in maniera "deviante" e antisociale.
"Vogliamo essere amati.
In mancanza di ciò, ammirati
in mancanza di ciò, temuti
In mancanza di ciò, odiati e disprezzati.
Vogliamo suscitare negli altri una qualche sorta di emozione.
L’anima trema davanti al vuoto
e ha bisogno di un contatto a ogni costo."
Hjalmar Soderberg
Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino
Soffrire di depressione bipolare è come vivere su un vulcano coperto di neve che tuttavia è a rischio di esplosione da un momento all'altro.
La depressione bipolare è infatti un disturbo particolarmente invalidante caratterizzato dall'alternarsi di fasi depressive e maniacali, da qui il termine "bipolare".
L’episodio depressivo è caratterizzato da tristezza prolungata e immotivata, pensieri negativi, irritazione, agitazione, ansia
affaticabilità, stanchezza, difficoltà di concentrazione, indecisione, perdita di interesse verso le attività e le persone, dolori fisici, pensieri di morte e suicidio, alterazione delle abitudini alimentari e di sonno.
Se nel corso della fase depressiva si ha una mancanza di energie e un rallentamento del pensiero, nella fase maniacale c'è al contrario un eccesso di energie che danno la sensazione di poter vivere sopra le righe.
In questa fase la persona pensa e parla più velocemente del normale, passa da un argomento all'altro, si sente euforica, sotto pressione e agitata, si mostra particolarmente perspicace e sveglia.
Al contempo però l'attenzione è molto labile, la percezione dei rischi bassa con la possibilità di intraprendere attività dannose come:
- spese fuori controllo, fare acquisti sconsiderati, indebitarsi;
- guida ad alta velocità;
- abuso di sostanze;
- gioco d'azzardo;
- sessualità promiscua e non protetta;
- lasciare il lavoro o chiudere una relazione senza motivo.
Talvolta la fase maniacale si manifesta con sintomi psicotici di disorganizzazione del pensiero, allucinazioni e pensieri deliranti e irrealistici.
Il disturbo bipolare è considerato trattabile ma non curabile.
Questo significa che attualmente non è possibile guarire del tutto dal problema. Tuttavia la persona può, grazie ad un supporto farmacologico e psicoterapeutico, gestirne gli effetti e vivere un vita soddisfacente.
Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino