<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><!-- generator="b2evolution/7.2.5-stable" -->
<rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:admin="http://webns.net/mvcb/" xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
		<title>Dott. Enrico Parpaglione - Ultimi Commentiin Sentirsi vittima degli eventi e lamentarsi con gli altri</title>
		<link>https://www.psicologo.torino.it/index.php?disp=comments</link>
		<atom:link rel="self" type="application/rss+xml" href="https://www.psicologo.torino.it/index.php?tempskin=_rss2&#38;disp=comments&#38;p=88" />
		<description></description>
		<language>it-IT</language>
		<docs>http://backend.userland.com/rss</docs>
		<admin:generatorAgent rdf:resource="http://b2evolution.net/?v=7.2.5-stable"/>
		<ttl>60</ttl>
		<item>
			<title> Salvatore [Visitatore] in risposta a: Sentirsi vittima degli eventi e lamentarsi con gli altri</title>
			<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 15:21:01 +0000</pubDate>
			<dc:creator><span class="user anonymous" rel="bubbletip_comment_1406">Salvatore</span> <span class="bUser-anonymous-tag">[Visitatore]</span></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">c1406@http://www.psicologo.torino.it/</guid>
			<description>&lt;p&gt;Sono d’accordo con Emanuele nel dire che ogni lamentela ha un suo contesto di appartenenza. La lamentela di un lavoratore può essere sintomo di un’esigenza di cambiamento e come tale, come è nella natura della lamentela, può portare ad una condivisione da parte di chi sente lo stesso disagio e ha la stessa motivazione a cambiare o all’ ostilità da parte di chi preferisce una posizione più comoda e vuole lamentarsi a bassa voce infastiditi da chi non agisce come loro. Questo è il caso particolare preso come esempio da Emanuele che, volendo, si può generalizzare in un’ottica che vede nella  lamentela un meccanismo costruttivo. Molti però non  la assumono come pretesto per cambiare una situazione, al contrario, la usano per farsi identificare come vittima. Un meccanismo meno costruttivo che sottende dinamiche personali  come la continua ricerca di compassione, di attenzione,  o come unica modalità ritenuta possibile per  relazionarsi.&lt;/p&gt;</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d’accordo con Emanuele nel dire che ogni lamentela ha un suo contesto di appartenenza. La lamentela di un lavoratore può essere sintomo di un’esigenza di cambiamento e come tale, come è nella natura della lamentela, può portare ad una condivisione da parte di chi sente lo stesso disagio e ha la stessa motivazione a cambiare o all’ ostilità da parte di chi preferisce una posizione più comoda e vuole lamentarsi a bassa voce infastiditi da chi non agisce come loro. Questo è il caso particolare preso come esempio da Emanuele che, volendo, si può generalizzare in un’ottica che vede nella  lamentela un meccanismo costruttivo. Molti però non  la assumono come pretesto per cambiare una situazione, al contrario, la usano per farsi identificare come vittima. Un meccanismo meno costruttivo che sottende dinamiche personali  come la continua ricerca di compassione, di attenzione,  o come unica modalità ritenuta possibile per  relazionarsi.</p>]]></content:encoded>
			<link>https://www.psicologo.torino.it/index.php/sentirsi-vittima-degli-eventi-e-lamentarsi-con-gli-altri#c1406</link>
		</item>
		<item>
			<title> emanuele [Visitatore] in risposta a: Sentirsi vittima degli eventi e lamentarsi con gli altri</title>
			<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 14:37:52 +0000</pubDate>
			<dc:creator><span class="user anonymous" rel="bubbletip_comment_1401">emanuele</span> <span class="bUser-anonymous-tag">[Visitatore]</span></dc:creator>
			<guid isPermaLink="false">c1401@http://www.psicologo.torino.it/</guid>
			<description>&lt;p&gt;Salve,&lt;br /&gt;
volevo rispondere alla questione. Sì, l&amp;#8217;articolo parla chiaro e focalizza sia la causa che la possibile conseguenza. E&amp;#8217; da notare come, pero&amp;#8217;, la questione vada presa in relazione al problema che realmente si pone dinanzi. Ad esempio, spesso il continuo lamentarsi da parte di un lavoratore si ha quando nessuno lo ascolta, nessuno gli garantisce i suoi diritti e, mentre gli altri nn se ne curano perchè si fanno sottomettere, egli si sente stretto e fa questo anche per attirare le attenzioni. Spesso è a causa della società malata come la nostra che si finisce per sentirsi vittima. Condividete con me questo, in parte o in tutto?&lt;/p&gt;</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve,<br />
volevo rispondere alla questione. Sì, l&#8217;articolo parla chiaro e focalizza sia la causa che la possibile conseguenza. E&#8217; da notare come, pero&#8217;, la questione vada presa in relazione al problema che realmente si pone dinanzi. Ad esempio, spesso il continuo lamentarsi da parte di un lavoratore si ha quando nessuno lo ascolta, nessuno gli garantisce i suoi diritti e, mentre gli altri nn se ne curano perchè si fanno sottomettere, egli si sente stretto e fa questo anche per attirare le attenzioni. Spesso è a causa della società malata come la nostra che si finisce per sentirsi vittima. Condividete con me questo, in parte o in tutto?</p>]]></content:encoded>
			<link>https://www.psicologo.torino.it/index.php/sentirsi-vittima-degli-eventi-e-lamentarsi-con-gli-altri#c1401</link>
		</item>
			</channel>
</rss>
