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14/07/09

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Categorie: Ansia, Attacco di panico

Il trattamento cognitivo comportamentale del disturbo da attacchi di panico (dap)

attacco di panico

Il trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo da attacchi di panico secondo alcune delle più importanti organizzazioni scientifiche internazionali.

Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO)
“Psicoterapie brevi focalizzate sul sintomo come le terapie cognitivo comportamentali si sono mostrate efficaci per il disturbo di panico, le fobie, il disturbo ossessivo compulsivo e la depressione maggiore”.
Documento citato: http://whqlibdoc.who.int/publications/2006/924156332X_eng.pdf

American American Psychological Association (APA)

“La maggior parte degli specialisti è d’accordo che una combinazione tra le terapie cognitive e comportamentali è il migliore trattamento per il disturbo di panico. I farmaci potrebbero essere appropriati in alcuni casi”.
Documento citato: http://www.apa.org/topics/anxietyqanda.html

National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE)
Organismo inglese indipendente responsabile per la creazioni di linee guida nazionali per la promozione della salute e il trattamento delle malattie.
“Interventi psicologici per il disturbo di panico: dovrebbe essere usata la terapia cognitivo comportamentale (CBT)”.
Documento citato: http://www.nice.org.uk/nicemedia/pdf/cg022fullguideline.pdf

National Institute of Mental Health (NIMH) è la più grande organizzazione scientifica al mondo che si occupa della ricerca focalizzata alla comprensione, al trattamento e alla prevenzione dei disturbi mentali e alla promozione della salute mentale.
“La terapia cognitivo comportamentale (CBT) è molto utile nel trattamento del disturbi d’ansia. La parte cognitiva aiuta le persone a cambiare gli schemi di pensiero che sostengono le loro paure. La parte comportamentale aiuta le persona a cambiare il modo di reagire alle situazioni che provocano l’ansia.
Per esempio, la CBT può aiutare le persone con il disturbo di panico a imparare che i loro attacchi di panico non sono in realtà attacchi di cuore e aiutare le persone con fobia sociale a imparare come superare la convinzione che gli altri li stanno sempre a guardare e a giudicare. Quando le persone sono pronte a confrontarsi con le loro paure, viene loro mostrato come usare le tecniche di esposizione per desensibilizzarsi alle situazioni che attivano le loro ansie”.
Documento citato: http://www.nimh.nih.gov/health/publications/anxiety-disorders/treatment-of-anxiety-disorders.shtml

Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino

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29/06/09

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Categorie: Ansia, Attacco di panico

Paure nel disturbo da attacchi di panico

tramonto panico

Il disturbo da attacchi di panico è spesso accompagnato da una serie di paure:

Diventerò pazzo
L’attacco di panico, così come l’ansia non può essere considerato una forma di pazzia.
Fare esperienza di un attacco di panico può essere molto spiacevole ma non può portare a disturbi mentali gravi quali le psicosi.

Perderò il controllo
Spesso in chi ha un disturbo da attacchi di panico vi è la paura di perdere il controllo: ci si immagina mentre ci si comporta in modo sconsiderato e fuori controllo durante un attacco di panico.
In realtà durante un attacco di panico la persona non ha il controllo sulle proprie sensazioni fisiche ma continua ad averlo sul suo comportamento.

Mi farà svenire
Per alcune persone l’attacco di panico diventa spaventoso perchè viene associato all’idea di svenire.
In realtà l’attacco di panico è caratterizzato da un aumento dell’attivazione nell’organismo (risposta di attacco – fuga) mentre lo svenimento è associato a una riduzione dell’attivazione. Si tratta quindi di risposte opposte che non possono avvenire nello stesso momento.

Rischio di morire di infarto
Sebbene sia vero che una vita stressante non è salutare a lungo termine per il cuore, un attacco di panico non è di per sè causa di morte in assenza di problemi cardiologici. I sintomi di un attacco di panico sono spiacevoli ma non pericolosi!

Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino

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16/06/09

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Categorie: Ansia, Disturbo Ossessivo Compulsivo

Le compulsioni nel disturbo ossessivo compulsivo

lavaggi

Nel disturbo ossessivo compulsivo comportamenti compulsivi, ripetuti e ritualistici, vengono messi in atto per ridurre l’ansia generata dai pensieri ossessivi.
A volte le compulsioni avvengono in immaginazione, in questo caso si parla di compulsioni mentali (immaginare di controllare la porta, contare mentalmente, riordinare oggetti, eventi in immaginazione ecc..).
Vediamo quali tipologie di compulsioni ha individuato la letteratura.

Lavaggio e pulizia
• Impulso a lavarsi le mani ripetutamente, troppo a lungo e/o in modo ritualistisco
• Farsi la doccia, lavarsi i denti, farsi la barba in modo ritualistico e/o compusivo
• Pulizia ripetuta della casa o di particolari oggetti, di macchina, giardino ecc..
• Evitamento di posti, oggetti, persone considerate “contaminate”, uso di guanti o indumenti particolari al fine di evitare la contaminazione

Compulsioni di controllo
• Controlli eseguiti per paura di aver danneggiato inconsapevolmente altre persone (es. fermare la macchina e tornare sui propri passi a controllare di non aver investito qualcuno)
• Controlli eseguiti per paura di aver danneggiato se stessi
• Controlli per ridurre la paura che altri ci abbiano danneggiato
• Controlli per ridurre la paura di aver fatto errori
• Controlli per evitare che qualcosa di terribile accada
• Controlli sul proprio aspetto fisico, e sul funzionamento del proprio corpo
• I controlli possono essere effettuati su serrature, stoviglie, elettrodomestici, finestre, bombole del gas ecc..

Compulsioni di accumulo e collezione
• Collezione di oggetti inutili
• Recupero di oggetti inutili da terra
• Difficoltà a liberarsi di oggetti inutili

Compulsioni di ordine, conteggio, ripetizione
• Rilettura continua di scritti
• Scrittura e riscrittura di parole, firme, frasi, punteggiatura ecc..
• Cambiare continuamente scarpe, abiti ecc..
• Ripetere attività per più volte (es. allacciarsi le scarpe per un numero “giusto” di volte, attraversare una porta per un certo numero di volte ecc..)
• Contare oggetti
• Contare mentalmente
• Ordinare gli oggetti in un certo modo

Compulsioni miste
• Rituali mentali, preghiere, ripetersi pensieri buoni per contrastare quelli negativi
• Frasi rassicuranti ripetute continuamente nella propria mente
• Richiesta continua di rassicurazioni
• Comportamenti superstiziosi che impegnano parecchio tempo

Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino

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19/05/09

Disturbo post traumatico da stress e problematiche associate

roccia rotta

In precedenza abbiamo descritto il disturbo post traumatico da stress (DPTS).
Abbiamo visto che alcune delle persone che fanno esperienza di un trauma, ovvero di un evento minaccioso per la propria vita o per quella di persone a loro care, possono sviluppare un disturbo post traumatico da stress con una specifica sintomatologia di tipo ansioso.
Es. di eventi potenzialmente traumatici sono: disastri naturali, terremoti, violenze sessuali, aggressioni, rapine, incidenti, incendi.

Accanto ai sintomi veri e propri propri del disturbo post traumatico da stress possono nascere altre condizioni di disagio psicologico.

In alcuni casi queste problematiche si risolveranno semplicemente trattando il DPTS mentre in altri casi sarà necessario un intervento terapeutico specifico.

Vediamo quali sono queste condizioni che possono emergere in seguito a un trauma:

Attacchi di panico
“Valentina, in seguito a un incidente stradale, soffre di attacchi di panico, all'improvviso il cuore inizia a batterle forte e lei ha paura di morire".
Non è raro che una persona traumatizzata inizi ad avere attacchi di panico.
Gli attacchi di panico sono caratterizzati da sintomi fisici e cognitivi quali accelerazione cardiaca o palpitazioni, dolore o disagio al petto, formicolìi o addormentamento di arti, giramenti di testa, debolezza, sensazione di essere malfermi, vampate di caldo o brividi, tensione muscolare, paura di morire, visione sfocata, sensazione di irrealtà, scosse, tremori, nausea, disturbi allo stomaco, sensazione di testa leggera, paura di perdere il controllo, paura di impazzire, difficoltà di respirazione, paura di svenire, paura di soffocare.
Gli attacchi di panico si verificano in seguito a un trauma più facilmente in persone che già ne avevano sofferto o comunque in persone predisposte a questa forma di disagio.

Comportamenti di evitamento
Nel disturbo post traumatico da stress vi è un evitamento di tutto ciò che potrebbe ricordare il trauma. L’evitamento può però in alcuni casi generalizzarsi al punto tale da includere moltissime situazioni di vita. La persona in questi casi si chiude in casa o esce solo se accompagnata.

Depressione
La depressione può insorgere in seguito a un trauma e può far sì che non si provi più piacere in molte attività che prima erano considerate positive.
La persona può ritirarsi da ogni occupazione e relazione sociale, apparire spesso triste o indifferente, iniziare a dormire troppo o troppo poco, prendersi poca cura di sè ecc..
Nelle persone depresse in seguito a un trauma possono svilupparsi sentimenti di colpa e di autocritica per quello che si sarebbe potuto fare e non si è fatto per evitare l’evento traumatico.
Nei casi più gravi alla depressione si associano pensieri suicidari.

Abusi di sostanze
L’abuso di alcol, droghe, farmaci, può nascere da un tentativo di evitare i pensieri e le emozioni legati al trauma o i sintomi del disturbo post traumatico da stress.
Purtroppo l'uso di queste sostanze non dà che un breve sollievo seguito da un più duraturo senso di malessere nel quale i sintomi tendono a peggiorare.
L'uso di alcol e sostanze rischia inoltre di diventare un problema più dannoso e complesso da superare del disturbo post traumatico stesso.

Sentimenti di isolamento, alienazione, sfiducia e rabbia
Chi ha vissuto un trauma e ha sviluppato un disturbo post traumatico da stress si sente spesso solo e pensa che nessun altro sia in grado di comprendere l’esperienza che ha vissuto.
Nonostante ci sia un forte bisogno di supporto da parte delle altre persone, la sensazione di essere diversi li spinge ad isolarsi.
La difficoltà di gestire emozioni intense come la rabbia, l'ansia, la paura, può rendere difficili i rapporti con gli altri.
Un altro sentimento presente, specie in chi è stato aggredito da altri esseri umani è la sfiducia, ad es. una donna che ha subito una violenza sessuale potrebbe iniziare a non fidarsi di tutti gli uomini.

Gravi problemi nel funzionamento quotidiano
Le persone che hanno subito un trauma in alcuni casi hanno gravi problemi nel funzionamento sociale, lavorativo, scolastico per un lungo periodo successivo al trauma. Per es. possono esserci problemi nel mantenere la concentrazione, nel gestire l’ansia, nel relazionarsi con gli altri, nello svolgere il proprio dovere sul lavoro.

Strane credenze e percezioni
Alcune volte, chi ha vissuto un trauma grave può, per un po’ di tempo, sviluppare idee o percezioni strane, simil allucinatorie. Si tratta di sintomi che tuttavia col tempo tendono a sparire da soli.

Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino

02/05/09

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Categorie: Ansia, Disturbo Ossessivo Compulsivo

I contenuti più comuni delle ossessioni

lago

Abbiamo già parlato in precedenza del disturbo ossessivo compulsivo, disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di pensieri intrusivi, frequenti e persistenti (ossessioni) che sono fonte di ansia e di comportamenti ripetuti, rituali o compulsioni mentali (compulsioni) messi in atto al fine di ridurre il disagio causato dalle ossessioni.

Il contenuto delle ossessioni può riguardare qualunque argomento, qui di seguito riporto le principali categorie:

• ossessioni di contaminazione: paura di essere contaminati attraverso il contatto con gli altri, dal denaro, dalla frequentazione di luoghi pubblici, attraverso il contatto con feci o secrezioni corporee, preoccupazioni costanti su sporcizia e germi, timori di contaminazione da inquinamento ambientale, da detersivi, sostanze appiccicose, chimiche, timore di contaminare gli altri o che gli altri si ammalino per contaminazione.

• ossessioni sessuali: dubbi ossessivi sulla possibilità di essere o diventare omosessuale, pensieri o immagini intrusive e indesiderate di atti sessuali verso estranei, parenti, amici, bambini, pensieri o immagini di atti sessuali violenti verso altri.

• ossessioni di accumulo e di collezione: preoccupazioni circa il buttare via, anche per quanto riguarda gli oggetti che si ritengono inutili, impulso a collezionare oggetti inutili, impulso a recuperare gli oggetti da terra, disagio per gli spazi vuoti e impulso a riempirli.

• ossessioni religiose: timore di pronunciare frasi blasfeme, o di essere puniti per averle pensate o dette, preoccupazione costante per la propria moralità, preoccupazioni circa le credenze religiose

• ossessioni di ordine e simmetria: preoccupazioni ossessive sul modo di posizionare oggetti e cose, eccessiva preoccupazione che il proprio modo di scrivere sia perfetto.

• ossessioni di superstizione: timori di pensare o dire certe parole, di non dire le parole giuste, paura di certi numeri, di simboli, oggetti, posti che rappresentano la morte, paura di usare certi colori a causa di credenze superstiziose

• ossessioni somatiche: preoccupazioni riguardo alla possibilità di avere malattie o alle proprie forme corporee.

• ossessioni aggressive: preoccupazioni immotivate di ferire se stessi, gli altri, fare cose imbarazzanti, essere responsabili di incidenti a causa della propria irresponsabilità.

• ossessioni varie: preoccupazione di perdere le cose, impulso a ricordare frasi, parole numeri, targhe, eventi passati, paura di dire o non dire qualcosa nel modo giusto, preoccupazione di perdere le cose, di fare errori, preoccupazioni e fastidio per certi suoni e rumori, pensieri e immagini privi di senso non voluti che vengono frequentemente in mente.
Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino

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Dott. Enrico Parpaglione, psicologo.

Riceve su appuntamento in via Bligny 9 a Torino.

Cell: 349-4064593
e-mail: studio@psicologo.torino.it

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