Spesso nel mio studio di psicologia mi vengono richiesti esercizi e strategie per migliorare una bassa autostima; è opinione comune, infatti, che sentirsi insicuri sia l’unico vero ostacolo al benessere personale. Tuttavia non accade quasi mai che qualcuno chieda aiuto perché possiede un’autostima troppo alta, nonostante questo aspetto comporti pesanti svantaggi nella vita quotidiana.
Un’autostima ipertrofica può infatti risultare tossica per sé e per gli altri, proprio come abbuffarsi abitualmente di cibi dolci danneggia la salute esponendoci al rischio di sviluppare il diabete. Ma in quali ambiti della vita avere un’autostima troppo alta crea i problemi maggiori?
I 3 ambiti in cui un’autostima troppo alta crea problemi
Come evidenziato anche dalle ricerche psicologiche sull’autostima dell’American Psychological Association (APA), un eccesso di considerazione di sé non poggia su una reale sicurezza interiore, ma sul bisogno rigido di sentirsi superiori. Vediamo i tre contesti più colpiti.
1. Problemi nelle relazioni di coppia
Chi presenta un’autostima troppo alta tende spesso a scegliere partner con una bassa autostima o persone accomodanti, disposte a dare sempre ragione e a non mettere mai in discussione le sue idee. Le difficoltà relazionali esplodono non appena vengono a mancare le conferme e le gratificazioni attese: la reazione al dissenso può trasformarsi rapidamente in rabbia, svalutazione o aggressività verbale.
Nella coppia, inoltre, chi soffre di un eccesso di autostima tende a porsi su un piedistallo, sminuendo il partner nel tentativo ossessivo di preservare a tutti i costi un’immagine grandiosa di sé (un meccanismo difensivo che spesso maschera una profonda paura di amare e di mostrarsi vulnerabili). Inevitabilmente questo squilibrio genera una progressiva insoddisfazione in chi sta accanto: la relazione dura solo finché il partner accetta di restare sul gradino più basso, portando poi a rotture dolorose e alla necessità di superare la fine di una relazione logorante.
2. Problemi nelle relazioni amicali e sociali
A lungo andare, chi manifesta un’autostima troppo alta rischia di crearsi il vuoto intorno e ritrovarsi con pochissime amicizie autentiche. Le persone finiscono infatti per allontanarsi, infastidite dall’egocentrismo, dalle continue vanterie e dalla mancanza di empatia.
Chi ha un’autostima ipertrofica purtroppo fatica a rendersi conto dell’effetto che genera negli altri e tende ad attribuire sempre la colpa all’esterno, convincendosi che siano gli amici a essere sbagliati o a provare invidia nei suoi confronti. Queste persone riescono perlopiù a mantenere conoscenze superficiali basate sull’ammirazione iniziale o a riscuotere consenso sui social network, dove è più semplice esibire un’immagine vincente senza esporsi a un confronto reale.
3. Problemi sul luogo di lavoro
Anche in ambito professionale un’autostima troppo alta può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Sebbene una forte sicurezza iniziale possa favorire ruoli di leadership, l’incapacità di ascoltare il gruppo di lavoro porta a prendere decisioni guidate dal proprio ego anziché dai reali bisogni dell’organizzazione.
Un professionista o un imprenditore con un’autostima eccessiva può sopravvalutare le probabilità di successo di un progetto rischioso, ignorare i dati oggettivi o avviare nuove attività solo per nutrire il proprio prestigio. Il rifiuto categorico dei feedback costruttivi e il mancato riconoscimento dei propri errori finiscono così per bloccare l’apprendimento e la crescita professionale.
Dall’autostima troppo alta a un’autostima sana ed equilibrata
Sostenere nel tempo un’immagine grandiosa e infallibile di sé richiede un dispendio enorme di energie: alcuni cercano di difenderla isolandosi da chiunque muova una critica, altri ricercando continue conferme esterne e entrando in conflitto con chi non li asseconda, sperimentando forti cali dell’umore o stati di ansia generalizzata quando il piedistallo vacilla.
Costruire in psicoterapia un’autostima equilibrata e realistica permette invece di riconoscere sia i propri punti di forza sia i propri limiti umani. È molto più semplice e riposante da mantenere nel tempo: ci consente finalmente di sentirci adeguati, degni di affetto e di valore senza la condanna di dover apparire perfetti a tutti i costi.
Dott. Enrico Parpaglione – Psicologo Psicoterapeuta a Torino
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